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l’artista
olandese marjon bessems ha presentato i propri dipinti in una
mostra personale, a ingresso gratuito, curata da sara merlino
e organizzata in apertura della stagione espositiva 2007 di evvivanoè in collaborazione con l’assessorato alla cultura della città
di cherasco.
«abbiamo
incontrato e conosciuto marjon bessems
in olanda,
quando visitammo la sua bellissima galleria, una vecchia fabbrica di
cioccolato ristrutturata per accogliere opere di vari artisti –racconta la
curatrice sara merlino, direttrice artistica di evvivanoè- tra queste spiccavano anche i lavori della proprietaria, che ci colpirono
subito molto, innanzitutto per la loro pura e semplice bellezza. la carta lavorata, colorata, increspata che marjon utilizza in alcuni quadri è frutto di sperimentazioni sulla
materia che lei da sempre porta avanti nel suo laboratorio».
marjon bessems
vive a gulpen (olanda). il suo lavoro è vario -ceramiche, bronzi,
dipinti- con una speciale predilezione per la carta.il poeta dan lumey ha
scritto di lei: «è
come una macchina del moto
perpetuo; non conosce pausa… è la sua necessità di essere creativa».
“evvivanoè esposizioni d’arte” la rappresenta
in esclusiva per l’italia.
testo critico
“marjon
bessems
ama le diverse consistenze della materia. che
siano la leggerezza e l'impercettibilità delle sue carte, la corposa
pastosità delle terre, la trasparenza dei petali di fiori.
le sue mani trasformano e danno vita a forme morbide, piene, in cui il
colore diventa protagonista assoluto. Ma è un colore che deve molto,
appunto, alla propria consistenza. in alcuni dei suoi lavori infatti l'artista sovrappone più strati di
carta sui quali stende generose pennellate di colore. Per questo le tele
acquistano profondità e tridimensionalità. spesso marjon ama lavorare su formati molto grandi in cui sperimentare
contemporaneamente varie tecniche. come nella serie dei “tulpen”, in cui il fiore diventa semplicemente
il pretesto per dare libero sfogo alla prorompente creatività
dell'artista. il tulipano come pura forma di bellezza, come modulo che si riproduce per
un determinato numero di volte, che invade letteralmente la tela e
“obbliga” due passi indietro per una contemplazione adeguata.
nei suoi lavori più recenti compaiono gruppi di figuranti dalle lunghe
gambe, sagome colorate che sprigionano
uno spirito fanciullesco e colorito. ma anche qui la fluidità delle forme e il fascino delle nuances sono
attrazione e gioia per gli occhi”
(sara merlino)
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