Pubblicato il 24 ottobre 2018

Sette artisti per Paratissima/4

Categoria: FIERE D'ARTE

LIVIO NINNI

 

Vi presentiamo, uno per uno, i sette artisti che parteciperanno con noi a questa quattordicesima edizione di Paratissima.

La sede, dallo scorso anno, è la ex caserma La Marmora in via Asti 22. Una location bella e suggestiva: il padiglione G@P è quello dedicato alle gallerie d’arte e noi saremo lì con uno stand di 36 mq.

Livio Ninni 

Livio Ninni nasce vicino a Torino nel 1989. I suoi principali interessi lo portano a dedicarsi all’arte urbana, a livello documentaristico e artistico: ha realizzato diversi reportage e un progetto di ritrattistica dal nome “OVER THE WALL – portraits of street artists”. Da questo progetto è nato un libro pubblicato nel 2014 da “Altra Linea edizioni”, grazie al quale Livio ha ricevuto il primo premio al NIKON TALENTS 2013. Nel 2015 entra a far parte dell’associazione “Il Cerchio e le Gocce” (molto attiva nel panorama artistico locale e nazionale), grazie alla quale stringe importanti collaborazioni con vari artisti torinesi come Corn79, Etnik, Mr. Fijodor, Vesod e Fabio Petani.

La città in cui lavora ha sicuramente influenzato i suo progetti che si concentrano su scenari urbani e paesaggi industriali che stimolano la realizzazione delle sue opere mischiando elementi pittorici e fotografici.

L’evoluzione della sua ricerca conduce Ninni a concentrarsi su un nuovo progetto chiamato “RESIDUI”. Strutture in decadenza, paesaggi urbani, materiali ed elementi in continuo cambiamento. Esplorando questi luoghi, Livio realizza dei reportage fotografici utilizzandoli come base per la realizzazione delle sue opere. Le immagini vengono infatti applicate su supporti, solitamente di legno o ferro, grazie ad una particolare tecnica di trasferimento dell’immagine. Le fotografie vengono quindi estrapolate dal loro contesto originale e scomposte, arricchite con delle linee e forme grafiche che creano un legame tra l’architettura e le prospettive suggestive dei luoghi. Il trasferimento delle fotografie non si limita a fissarle su un nuovo supporto, ma punta a generare nel pubblico una percezione sinestetica verso l’essenza stessa del luogo, in uno scambio continuo fra immagine, materia e tempo.

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