Istantanee

22 aprile - 29 maggio 2016

Qual è il significato di “istantanea”?
Il dizionario ne fornisce più di uno. Il primo recita “fotografia scattata senza che i soggetti siano in posa”. Il secondo invece “fotografia scattata con un brevissimo tempo di posa (meno di 1/20 di secondo)”.

Entrambi i concetti descrivono almeno un aspetto della produzione artistica di Franco Fausone e Mario Sughi aka Nerosunero. L’immediatezza e l’apparente casualità  in cui vengono colti i soggetti ci danno come l’impressione di trovarci di fronte a un frammento di realtà , noi, spettatori ingenui e osservanti. Se poi quella scena non è poi così casuale e “rubata” ma sapientemente orchestrata, non importa. È bello guardare senza porsi troppe domande, senza sconfinare nella narrazione o nell’incombente necessità  di una spiegazione.

Due artisti che scelgono dunque di rappresentare, illustrare, mostrare una sfaccettatura della realtà  in maniera così simile e così diversa. L’uno, Franco Fausone, utilizzando qualunque tipo di colore: olio, acrilico, smalto, vernice, servendosi di supporti che spaziano dalla tela alle stoffe e prediligendo soprattutto queste ultime, fondendo le fantasie e le trame con i soggetti e creando un mondo senza le coordinate spazio-temporali.
L’altro, Nerosunero, realizza tutto al computer, servendosi di una tavoletta digitale, una macchina, una tecnica contemporanea che potremmo definire “pittura digitale”. Con essa definisce linee nette che separano i colori, i campi dell’immagine, i pieni e i vuoti, i dettagli. E la scena è così vicina e, nello stesso tempo. tremendamente distante.

Istantanee quindi, stralci di una realtà che non vuole narrazione, rifugge la critica sociale, non fornisce spiegazioni, ma nutre di bellezza i nostri occhi.