Jacopo Mandich

Testo critico

Per immergersi nell'immaginario dell'artista Jacopo Mandich è necessario entrare nello spazio vitale delle sue opere e lasciarsi rapire e conquistare da un vortice di energia sensuale, fatto di sensazione ma soprattutto di materia. E' proprio la materia a generare quell'impulso infantile e primordiale di toccarla per conoscerla, per sentirne la consistenza, per entrare in simbiosi con essa.

La relazione tra l'opera e chi la osserva va così aldilà della semplice contemplazione, varca i confini della sacralità per portare tutto su un livello di profondo scambio, quasi osmotico ma che tuttavia resta squisitamente terreno e concreto.
Infatti è l'artista stesso che invita il pubblico a varcare, dall'esterno, la soglia della galleria, dello spazio protetto e ovattato dell'interno. A quel punto si entra nell'opera stessa, in un luogo che avvolge completamente e inebria il visitatore. Ed ecco quella sensazione che potremmo dire totalizzante per occhi, orecchie, naso e per lo stimolo ad accarezzare e toccare i materiali da cui si è circondati.

Biografia

Jacopo Mandich (1979). Vive e lavora fra Roma e Torino ,si è diplomato al liceo artistico sperimentale A.Caravillani, nel 1998/99, laureato in scultura presso l’Accademia di Belle Arti a Roma nel 2004/05, frequenta poi nel 2015/16, dopo diversi anni di attività professionale, il primo anno del biennio specialistico di scultura ambientale all’Accedemia di Belle Arti a Urbino, attualmente frequenta il secondo anno del biennio specialistico all’ Accademia di Belle Arti a Torino.
La sperimentazione di Jacopo Mandich è una continua sfida, basata sul desiderio di plasmare materiali difficili in direzione di un contenuto emotivo e sensoriale.
Espone in mostre personali e collettive a Parigi, Londra e in diverse città italiane, a Roma è presente in spazi istituzionali come l’Auditorium Parco della Musica e Il Museo dei Fori Imperiali (a cura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali).