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l'artista uruguaiano coco cano ha presentato i propri “paisajes”
sudamericani dal 7 al 28 ottobre 2006 nella galleria evvivanoè
esposizioni d'arte.
«l’intera realtà fenomenica del
mondo, con quell’alito di vita che lo pervade e lo muove, è racchiusa
nei paisajes di coco cano
–commenta la curatrice
sara merlino, direttrice artistica di evvivanoè- i
gialli, i rossi, gli arancioni sono la terra, la civiltà; i blu e gli
azzurri le acque che portano vita; i verdi la fertilità, colline cariche
di frutti. e poi il bianco e, soprattutto, i tratti neri, potenza del
segno grafico e del contrasto».
coco cano
è nato a montevideo,
capitale dell’uruguay, nel
1952. ha
frequentato l’accademia nazionale delle belle arti, creando nel 1970 il
laboratorio sperimentale “taller tacuabè” in cui sviluppare ricerche
con ceramiche, cuoio, legno, cartapesta e tessuti, oltre a grafica e
pittura. quindi, ispirandosi alla tradizione indigena latinoamericana, ha
aperto un piccolo atelier per sperimentare colori e forme attraverso il
telaio: tecniche semplici e rudimentali; colori naturali e materiali
poveri restano al centro della sua ricerca.
nel
1973 ha
lasciato l’uruguay per trasferirsi prima in argentina, a buenos aires,
poi in europa: prima
la spagna
, poi
la francia
, l’olanda,
la germania
e l’italia, viaggiando e osservando con “fame” di conoscenza. arrivato
a torino ha ripreso gli studi di grafica e fotografia, realizzando lavori
di design in vetro, ceramica e ferro e pubblicando libri da collezione.oggi
vive con la famiglia tra carmagnola, in provincia di torino, e montevideo
e concentra la sua espressività artistica principalmente nelle arti
visive.
«l’enorme
ricchezza di cose da dire, di temi, simboli e passioni caratterizza da
sempre l’esprimersi di coco cano
–scrive ancora di lui sara merlino- la sua è un’arte “piena” e questa pienezza ha un passato denso,
con radici forti e fronde alte e sempre rivolte verso un cielo
“nuovo”: la terra fertile sono cultura e tradizioni della terra natìa,
l’uruguay, e i primi lavori artigiani, legati al colore naturale, tecniche
rudimentali e materiali poveri; le fronde i luoghi in cui coco ha vissuto dopo il suo arrivo in europa e che ha fatto suoi, interpretandoli sotto nuove prospettive.e qui continua il lavoro. il segno, l’oggetto, la figura diventano lettere di un alfabeto e tutte
le opere parlano una lingua universale, esprimendo un mondo in fermento e
in movimento, organizzato e ubbidiente alla linea, al disegno, alla
geometricità delle forme.il
colore è puro, nitido, sfruttando appieno il suo potere evocativo ed
emozionale».
a
partire da questa mostra,
coco cano
è rappresentato in esclusiva per la
provincia di cuneo da evvivanoè esposizioni d'arte.
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